Assemblea nazionale Fiom sulla Siderurgia - Documento conclusivo

Assemblea nazionale Fiom sulla Siderurgia 3 novembre 2011

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Documento conclusivo

La siderurgia è stata da sempre considerata un settore anticipatore dei cicli economici (tra i primi a rallentare, ma anche tra i primi a rimettersi in moto con i primi segnali di ripresa), con un andamento relativamente lineare. Oggi non è più così, incertezza e volatilità caratterizzano anche la produzione e i consumi dei prodotti siderurgici, che tuttavia a livello mondiale continuano a crescere.Il 2011 aveva visto una buona ripresa fino a tutto il primo semestre, dopo l’estate è cominciata una tendenza al ribasso che, secondo tutti gli osservatori, avrà un trascinamento negativo sul primo semestre del 2012.

· La difesa e la riconquista di un Contratto nazionale basato sulla democrazia nei luoghi di lavoro, sulla sua non derogabilità a livello di settore, aziendale o territoriale e per la difesa dei diritti è la condizione indispensabile anche per la qualificazione del settore siderurgico.
· La produzione di acciai speciali, comprese le produzioni di Inox , oggi in particolare difficoltà, devono essere rilanciate, prevedendo anche una maggiore verticalizzazione dei prodotti per rispondere ad una domanda sempre più esigente in termini di qualità dei prodotti e di offerta di servizi. I prodotti standard, le cosiddette “Commodity”, quotati sul mercato senza differenze qualitative e di prezzo non possono essere una prospettiva per la siderurgia italiana.
· E' necessaria una specifica politica industriale con un preciso indirizzo pubblico, che da tempo manca nel nostro paese, anche per armonizzare le necessità dei produttori con quelle dei consumatori con misure vincolanti per tutti gli operatori del settore.
· Oltre alla necessità di investire in ricerca ed innovazione che difficilmente può essere fatta in modo frammentato da tante piccole e medie aziende, devono essere promosse forme di maggiore cooperazione e sinergie tra i produttori nei vari siti produttivi. A esempio, vanno avviati consorzi d’ acquisto per le materie prime e l’energia, come sta avvenendo in Europa, ed in specifico in
Germania, dove si sono perfezionati accordi, che coinvolgono anche il sistema bancario, per il credito alla fornitura e per garantire pagamenti più regolari al sistema delle imprese della filiera siderurgica.
· Va razionalizzata la rete distributiva, che in Italia è particolarmente ridondante e frammentata.
· In particolare per quanto riguarda il comparto dei prodotti piani, la siderurgia italiana non può fare ameno di mantenere i due cicli integrali (di Taranto e Piombino-Trieste) che possono fornire acciaio di qualità per molte applicazioni qualificate.
· Vanno definiti accordi sulla salute e sicurezza che coinvolgano anche le aziende terze operanti nei siti siderurgici ed estese le nuove figure dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza la Salute e l’Ambiente (RLSSA), con il compito di intervenire anche sulle questioni ambientali esterne agli stabilimenti (v. accordo integrativo Ilva di Taranto), come strumento per un ambiente più vivibile dentro e fuori gli stabilimenti.
· La difesa dell’occupazione, nei casi di crisi con l’utilizzo di strumenti, come i Contratti di solidarietà, che consentono di mantenere i lavoratori collegati all’attività lavorativa e la stabilizzazione dei lavoratori precari.
Da tempo abbiamo chiesto al Governo Italiano di convocare un Tavolo sulla siderurgia, che vada oltre il confronto nell’ambito dell’Osservatorio siderurgico, per definire alcune linee di politica industriale per il settore, che sostanzino l’affermazione che si vuole difendere la qualità e la capacità produttiva della siderurgia italiana, con misure vincolanti per tutti gli operatori del settore ma fino ad oggi non abbiamo avuto risposte.
Per queste ragioni vogliamo aprire una vertenza nei confronti del Governo su questi contenuti e vogliamo preparare una nuova fase rivendicativa che faccia valere più precisamente un punto di vista autonomo del lavoro sui cicli produttivi e sui prodotti, che affronti come obiettivi nostri le innovazioni nei cicli e nei prodotti, le questioni ambientali, interne ed esterne agli stabilimenti, il risparmio e l’efficienza energetica, lo sviluppo e l’utilizzo di tutte le fonti rinnovabili, la riduzione dei rifiuti, il riciclo delle acque utilizzate nei cicli produttivi, ecc. Queste innovazioni necessariamente avrebbero la necessità di professionalità più elevate, di una maggior qualificazione dei lavoratori, e possono indurre una migliore qualità complessiva del lavoro, incluso una maggiore attenzione alla salute e sicurezza negli stabilimenti siderurgici, che, come purtroppo abbiamo visto anche di recente, sono ancora fonte di incidenti gravi, anche mortali nei confronti dei quali la Fiom conferma la scelta di costituirsi parte civile.

Approvato all'unanimità

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