Comunicato Fiom e Cgil

COMUNICATO STAMPA

La crisi industriale e finanziaria che ha investito l’Europa e in particolare l’Italia, ha messo in evidenza le criticità che per molto tempo, in modo irresponsabile, il governo Berlusconi  e le forze sociali ad esso solidali avevano nascosto o peggio ancora rimosso.

In questo contesto la siderurgia ed in modo particolare il settore degli Acciai Speciali ha vissuto anni difficili con risultati sul piano finanziario ed industriale di grande sofferenza.

La linea dominante in Europa, a fronte di incrementi leggeri nel consumo di inossidabile, è stata segnata da indebitamento crescente dei gruppi più importanti e dall’avvio di processi di ristrutturazione caratterizzati da riduzione occupazionale e chiusura di siti produttivi.

La TK nella crisi, pur mantenendo i livelli occupazionali, si è mossa separando la produzione degli Acciai Speciali e costituendo una Società specifica, Inoxum, dove ha trasferito i diversi siti industriali di sua proprietà.

L’operazione di scorporo non ha risolto i problemi finanziari, anzi ha accentuato le difficoltà inerenti la disponibilità di denaro corrente necessario a garantire la gestione quotidiana, al punto che la vendita degli impianti è stata presentata come unica e possibile soluzione per garantire la sopravvivenza e la gestione delle attività  industriali.

La CGIL e la FIOM ritengono che in questo quadro debbano inserirsi  le iniziative di difesa e sviluppo del sito industriale ternano.

La difesa della strategicità e della unità dello stabilimento Ast di Terni non può non tener conto delle politiche industriali italiane e comunitarie, che facciano degli Acciai Speciali uno degli assett fondamentali per la ricostruzione del profilo produttivo europeo.

Gli Acciai Speciali, sono importanti per ragioni fondamentali quali quelle rappresentate dalle caratteristiche del materiale, dal suo uso, dalla ricerca di prodotto e di processo e dalle conseguenti innovazioni che consentono di valorizzare l’aspetto economico e l’uso ambientale.

Noi chiediamo al Governo Italiano una iniziativa politica per sostenere il sito industriale ternano, considerato a livello internazionale, un  punto di eccellenza, per gli investimenti fatti e per l’importanza che ha nel sistema produttivo italiano, dove l’inossidabile, i fucinati e il titanio costituiscono prodotti di base fondamentale nel made in Italy.

In questa direzione chiediamo che si attivino politiche energetiche in grado di sostenere il fabbisogno impiantistico, che si completino le infrastrutture per facilitare la comunicazione verso i porti più importanti del Tirreno e dell’Adriatico.

Chiediamo che l’Italia si faccia promotrice nei confronti della Commissione Europea interessata, di iniziative tese a garantire controlli sull’Inox importato e soprattutto norme tese a contenere ed utilizzare il rottame prodotto in Europa.

La ripresa del confronto a Palazzo Chigi sui temi degli acciai speciali è indispensabile per determinare iniziative il cui scopo è quello di garantire la permanenza delle attività industriali dell’AST che solo per l’Umbria contano il 25% del prodotto lordo.

Le ragioni della crisi, le soluzioni che debbono essere assunte impongono con urgenza l’attivazione del tavolo alla Presidenza del Consiglio attraverso il coordinamento delle Istituzioni.

CGIL Terni                FIOM – CGIL Terni

 

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